Dalle “cause fortuite” dell’esplosione alla “pista palestinese”. In ventinove anni i tentativi di depistare e occultare la verità della strage di Bologna del 2 giugno 1980 che provocò la morte di 85 innocenti e il ferimento di oltre duecento persone, sono cominciati subito, a poche ore dall’esplosione alla stazione e proseguono ancora oggi.
Uno dei testimonial di questa tesi è Francesco Cossiga, all’epoca presidente del Consiglio e, ora, presidente emerito della Repubblica. Eppure le verità sancite dai tribunali della Repubblica hanno stabilito che la strage è stata fascista con sentenze passate in giudicato (ergastolo), quali esecutori materiali, i terroristi dei Nar Giusta Fioravanti e Francesca Mambro. Luigi Ciavardini altro neofascista è stato condannato a 30 anni. Responsabili di depistaggio Licio Gelli e ufficiali dei nostri servizi segreti.
Vito Zicari, uno dei magistrati che ha lavorato all’inchiesta sulla strage, è l’attuale procuratore capo della Repubblica di Modena. In un’intervista al quotidiano Modena Qui spiega la “pista palestinese” come di un diversivo inventato dal servizio segreto italiano.
Ecco un brano dell’intervista:
L’altro grande caso su cui lei ha lavorato è la strage della stazione di Bologna per cui è stato giudice istruttore. Oggi possiamo dire al di là di ogni ragionevole dubbio che la verità è stata appurata e che i colpevoli sono «Giusva» Fioravanti e Francesca Mambro ?
«Solo il Padreterno sa come stanno le cose.Io sono solo un tecnico del diritto, giudico sulla base dei fatti e posso dire che sono stati condannati con sentenza passata in giudicato.E il mio lavoro di giudice istruttore è stato passato al vaglio (tra i vari gradi di giudizio) da un centinaio di altri magistrati.Esiste poi l’istituto della revisione del processo: ebbene non sono mai stati portati all’attenzione dei magistrati elementi tali da giustificare la riapertura del caso».
Come giudica allora le ipotesi sulla pista palestinese?
«La pista palestinese non è un prodotto degli ultimi anni Fu inventata dal Sismi immediatamente dopo la strage.Quando interrogai Stefano Giovannone, capo-area del servizio segreto in Libano, ammise che era arrivato l’input d’inventare un diversivo»
E il fatto che Cossiga, solo pochi mesi fa, abbia detto che la strage fu un incidente degli «amici della resistenza palestinese»?
«Cossiga è un uomo di grande arguzia e sa bene che le sue esternazioni sono intoccabili. Ripeto: non sono mai stati portati alla nostra attenzione elementi di revisione del processo».












