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Il governo beffa i terremotati, l'imbroglio crudele del decreto per l'Abruzzo

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terremotoSi sta squarciando il velo del grande inganno. Dietro le propagandistiche e assillanti visite di Berlusconi all’Aquila, in favore di telecamera, l’imbroglio si sta svelando. Il decreto per la ricostruzione dell’Abruzzo dal terremoto è una crudele presa in giro.

E’ la peggior legge di ricostruzione post sismica mai concepita, un bluff, un misto di promesse e parole vuote. Soldi non ce ne sono, i finanziamenti sono stati tagliati dai promessi 8 sono scesi a 5,8 miliardi. L’imbroglio sta nei 150 mila euro di contributi per ricostruire la casa mentre per i terremotati dell’Umbria (al governo c’era Prodi) le case vennero finanziate al 100%.

Questo è il capitolo più doloroso: lo Stato elargirà solo un terzo dei promessi 150 mila euro. Gli altri 50 mila saranno erogati con il sistema del credito d’imposta (risparmio su somme da versare in futuro, non soldi immediati) e i restanti 50 mila concessi tramite l’accensione di un mutuo bancario agevolato a carico della famiglia che deve ricostruire.

Manca la defiscalizzazione e il rientro dell’Abruzzo nelle zone dell’Obiettivo 1 che garantisce l’erogazione dei contributi alle imprese. Finalmente anche la Marcegaglia se n’è accorta e ha battuto i pugni sul tavolo arrivando a denunciare la scarsa chiarezza del decreto.

Berlusconi e Bertolaso pensano all’Abruzzo come a un enorme palcoscenico virtuale, una scenografia fatta di cartapesta, di new town impossibili da realizzare mentre manca un piano ricostruttivo per il centro storico.

Leggendo il decreto si rimane allibiti. La velocità dei soccorsi stride con la lentezza della ricostruzione: i finanzianti sono spalmati sino al 2032. Berlusconi ha previsto che l’Abruzzo potrà rinascere non prima di 23 anni.

E i soldi? E’ il gioco delle tre carte, una girandola di fuochi d’artificio, un mix di interventi frazionati in contributi, credito d’imposta e mutuo che penalizza l’Abruzzo rispetto ad altre zone colpite dai sismi come il Friuli, l’Umbria e le Marche che, invece, ebbero contributi che coprirono il costo totale della ricostruzione delle abitazioni.

I fondi saranno rastrellati qua e là, da qualche lotteria, dal saccheggio dei fondi Fas per le zone svantaggiate, dalla lotta (ma quando mai!) all’evasione fiscale, nazionale e internazionale. Berlusconi ha annunciato che vuole aumentare le tasse se questi fondi non basteranno.

E altri punti oscuri riguardano sia i controlli (tutto è accentrato nelle mani del presidente del consiglio) sia la soluzione abitativa transitoria che, come è scritto nel decreto, avranno un’imprecisata destinazione durevole. Sarà difficile far avere la “casetta" a chi vive nelle tendopoli.

La beffa tragica per gli abruzzesi si sta consumando nell’indifferenza di un Paese seduto sulla poltrona a guardare in tv il Cavaliere che sputtana la moglie.

 

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