Mercoledì 29 luglio la Camera ha approvato sul filo del rasoio la risoluzione di maggioranza sul Documento di programmazione economica e finanziaria. Pdl-Lega hanno ottenuto 254 voti contro i 223 delle opposizioni, soltanto 19 voti di differenza. Il centrodestra dispone di 254 voti, dunque molti parlamentari erano già al mare o in dissenso (vedi la sedizione sudista).
Ma la questione riguarda anche le opposizioni che dispongono di 277 voti. Se tutti i parlamentari del Pd e dell’Idv fossero stati presenti al momento del voto il governo sarebbe stato clamorosamente battuto su uno degli atti di indirizzo e di programmazione più importanti per le politiche della finanza pubblica.
Invece 44 deputati della maggioranza erano in vacanza e queste assenze hanno impedito la messa in minoranza del governo Berlusconi. Urge che Pd e Idv facciano l’esame di coscienza e si mettano a fare l’opposizione sul serio.
Un tempo sull’Unità comparivano dei microscopici trafiletti che segnalavano ai deputati e ai senatori del Pci le sedute alle quali dovevano essere presenti SENZA ECCEZIONE o SENZA ECCEZIONE ALCUNA. Questa sarebbe stata una seduta da non mancare.
E’ vero. In Parlamento la mancanza della sinistra senza aggettivi si sta facendo sentire.












