Tra i voltagabbana arruolati dal Cavaliere è quello che, meno di altri, ha giustificato il cambio di casacca. Il pio Bondi ha spiegato il salto a destra perché spinto da una forza misteriosa che gli ha fatto conoscere il Dottore della provvidenza, il duo Sacconi-Brunetta come conseguenza del loro essere anticomunisti poi craxiani e infine forzisti, gli ex radicali Vito e Quagliariello perché, dicono, di essere sempre stati liberali teocon.
C’è un filone culturale che ha in odio la sinistra, i sindacati, il parlamento, la libera informazione, la chiesa popolare, i diritti, il welfare che ha trovato logico accasarsi nei comodi scranni della destra.
Ma Capezzone deve spiegare ancora perché lo ha fatto. Non si è nascosto dietro parventi etico-culturali. L’ha fatto e basta. Lui che attaccava e ridicolizzava Berlusconi in ogni sede (persino dalla trasmissione Markette della Sette) dopo essere stato cacciato dalla segreteria del partito radicale è diventato il portavoce del Pdl senza soluzione di continuità. Un doppio salto mortale senza danni e senza vergogna. Lui che aveva coniato lo slogan Vatican=taliban oggi è diventato il sorprendente reggicoda di teocon clericali.
Dalle grida di aborto-divorzio a quelle di regime-referendum fino a Berlousconi-mafioso da un annetto Capezzone ha cambiato i riferimenti dei suoi attacchi. Ora ammorba quotidianamente i compiacenti Tg con la dichiarazione a favore di telecamera.
Si sono divisi i compiti quelli di destra. Il portavoce personale di Berlusconi, Bonaiuti, è incaricato di ridicolizzare Franceschini qualsiasi cosa dica, Cicchitto e quell’altro dal cognome erotico invece devono attaccare la sinistra in quanto tale descrivendola come una forza residuale.
A Capezzone hanno invece ordinato di ripetere sino all’inverosimile che il Pd deve abbandonare Di Pietro, che il Pd è succube di Di Pietro, che il Pd è arenato su una deriva giustizialista, che non sa che pesci prendere. Quando i suoi capi e capetti sono in vacanza il transfuga radicale ha più spazio e difende il governo con una foga sorprendente ripetendo ossessivamente slogan imparati a memoria: il governo si occupa delle famiglie, ha messo in sicurezza i conti dello stato etc.
Capezzone è, più del ruspante Mastella (o Franza o Spagna purchè se magna), più del mucillaginoso Dini, più del tracotante chierico Quagliariello e del lombrichesco Bondi il maggior rappresentante della maschera italiana del traditore, voltagabbana e trasformista.
Ma c’è anche da chiedersi: perché tanti radicali e non poco socialisti sono approdati al libro paga del dominus della destra? Solo debolezza della carne oppure scarsa convinzione degli ideali che propagandavano sino a non molto tempo prima?












