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Kappler, Moro e Cirillo: emerge dalle ombre l'Anello, il servizio più occulto e oscuro

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L_anello_della_Repubblica_bLa guerra non è ancora terminata in Italia, ma già Usa e Inghilterra spostano l’azione di intelligence e di organizzazione per arginare un nuovo nemico. In un mondo che si divide in due blocchi e mentre comincia, di fatto, la lunga stagione della guerra fredda, l’avversario mortale, il nazifascismo si trasforma rapidamente nel comunismo internazionale.

In Italia, nonostante fossero in carica i governi di unità antifascista sino al 1947, la Dc si muove sul doppio binario della fedeltà alla Repubblica sorta dalla Resistenza con quella “atlantica”. La doppia fedeltà si articola su un livello palese (l’aperto appoggio agli Usa, ricambiato lautamente) e uno occulto con il proliferare di organizzazioni segrete e armate in funzione anti Pci.

Gladio non è stata la prima né la più riservata delle organizzazioni occulte promosse direttamente dagli Usa, con l’appoggio dei ricostituiti servizi di intelligence italiani e la copertura della Dc di De Gasperi. Ai confini orientali operano due importanti formazioni clandestine: l’Associazione partigiani Osoppo (Apo) e il terzo corpo volontari della libertà (3Cvl). La Osoppo  si occupa di propaganda , il 3Cvl è un corpo militare alle dirette dipendenze del ministero della Difesa.

Ma ci sono anche altre forze segrete anticomuniste come l’Armata italiana della libertà del colonnello Ettore Musco, i paramilitari del Msi che utilizzano i reduci della X mas, Brigate nere e poliziotti. Oppure l’organizzazione O, progenitrice di Gladio, che prende il nome dalla formazione partigiana Osoppo, trasformata in Stella Alpina diventata una delle cinque articolazioni di Gladio.

Un libro di Stefania Limiti ("L’Anello della Repubblica. La scoperta di un nuovo servizio segreto dal fascismo alle Brigate rosse”, Chiarelettere) ci racconta come un’altra struttura clandestina, segretissima, abbia operato in Italia e sia stata attiva in alcuni degli snodi decisivi della vita della Repubblica. Si tratta appunto dell’Anello, definito nelle carte custodite negli archivi del ministero dell’Interno “il noto servizio”.

 In Italia non siamo più abituati a stupirci di nulla, ma suscita un certo stupore venir a conoscenza dell’attività di questa struttura riservata che ha operato dal 1945 ai primi anni Ottanta con la copertura dei presidenti del consiglio dell’epoca.

Il primo dato inquietante riguarda la genesi di Anello, costituito per volontà del generale Mario Roatta, ex capo dei servizi segreti fascisti e già condannato per l’omicidio dei fratelli Rosselli. Roatta da fascista diventa “atlantico” così come il suo successore, l’ex repubblichino Adalberto Titta una delle figure più inquietanti e misteriose.

Il libro di Limiti rivela che Anello è stato coinvolto in almeno tre operazioni “sporche”: la fuga del criminale nazista Kappler dall’ospedale militare del Celio, frutto di un accordo tra governo italiano e tedesco; la trattativa del Vaticano con le Br per la liberazione di Moro e l’accordo con la camorra per la liberazione dell’assessore democristiano campano Ciro Cirillo.

Già lo storico e ricercatore Aldo Gianulli aveva scoperto nel 1996, indagando sullo stragismo neofascista, che i servizi segreti e in pratica la sicurezza della Repubblica democratica non solo è stata controllata dagli americani ma è stata affidata a personaggi del fascismo. Su quei dati il certosino lavoro di Limiti mette insieme documenti, testimonianze e riscontri dai quali emerge che la Dc aveva appaltato la sicurezza democratica a organismi segreti “ideologici” e che Andreotti, Moro e Craxi sapevano tutto.

Nei sotterranei della Repubblica ci sono sempre stati organismi che hanno manovrato nell’ombra, con il beneplacito degli Usa. Basta mettere in fila la lunga sequenza di golpe minacciati e tentati con lo stragismo nero ma anche le singolari coincidenze sull’inquinamento nelle Br.

Nel libro danzano molti nomi e prendono corpo numerosi episodi. Si scandagliano le origini fasciste e atlantiche della Repubblica, l’emergere di strutture armate anticomuniste, l’eversione nera, le intercettazioni di Tom Ponzi, il giornale Il Candido, gli allarmi di Forlani nel 1972. ma anche la vergognosa fuga di Kappler e il labirinto del caso Moro, gli intrecci con la criminalità, il misterioso padre Zucca.

Giuseppe De Lutiis, uno dei massimi esperti di intelligence del nostro Paese, nell’introduzione al libro di Limiti spiega che in tutta la vicenda di Anello oltre al capo Adalberto Titta ruotano personaggi come Carlo Fumagalli e Giorgio Pisanò, il noto ex repubblichino “fonte” prediletta dei libri revisionisti e antipartigiani di un noto giornalista.

L’inquinamento ideologico di destra è forte e lo conferma il fiorire di organismi di matrice neofascista, controllati e ipirati da Cia e governi, proprio negli anni Sessanta e Settanta: dai Mar di Fumagalli, alla Rosa dei venti. Dell’Anello non si era mai sentito parlare e il segreto rimarrà sino al 1988. Tuttavia mancano ancora gli organigrammi perché esiste ancora un livello di copertura molto forte per questo servizio che operò spiega De Lutiis “in uno spazio suo proprio, adiacente a settori del ceto politico di governo”.

L’Anello doveva forse essere, scrive Paolo Cucchiarelli nella postfazione, la Cia italiana. Lo Stato italiano lo ha tutelato ben più di Gladio se ancora oggi molti sono i misteri e i veli che lo avvolgono. E anche in questa vicenda molti fili conducono Anello e la P2 ad una persona: Giulio Andreotti. in pratica l'Anello "ha svolto un ruolo che non avrebbe mai potuto garantire alla luce del sole: indirizzare scandali, campagne di stampa, corruzione, sparizione di documenti, arruolamenti di documenti".

Stefania Limiti L’anello della Repubblica. La scoperta di un nuovo servizio segreto. Dal fascismo alle Brigate rosse. Chiarelettere, 337 pagine, 16 euro.

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