La resa dei conti. Per fortuna che c’era Togliatti
Nord Italia, 1946. Vasco, un ex partigiano comunista è costretto a fuggire verso un paese dell’Est europeo, oltre la cosiddetta cortina di ferro. Vasco è stato a capo di un gruppo di irriducibili chiamato Volante Rossa che, all’indomani della Liberazione, ha continuato una guerra privata contro i fascisti che rialzavano la testa. Ad indagare sulla Volante Rossa non ci sono solo i servizi segreti italiani, americani e sovietici ma anche un esponente del Pci, l’ex partigiano Antonio Sanna che, in nome della linea di Togliatti – costruzione del partito nuovo e scelta democratica irreversibile –, contribuisce a sgominare l’organizzazione clandestina aiutando però i suoi membri all’ espatrio. Un romanzo storico che racconta la difficile edificazione della democrazia italiana e il rientro alla normalità di molti ex combattenti della Resistenza di fronte alle amare delusione legate alla restaurazione di molti dei vecchi equilibri.
Togliatti deve morire. Il luglio rosso della democrazia www.robinedizioni.itPrefazione di Oliviero Diliberto
Roma, 14 luglio 1948. Uno studente siciliano ferisce gravemente con tre colpi di pistola, Palmiro Togliatti, il segretario generale del Partito comunista italiano. L’Italia, reduce dalle elezioni del 18 aprile che avevano consegnato il paese alla Dc, è scossa da un’ondata di scioperi, manifestazioni e violenze. Dal 14 al 16 luglio si vivono giornate di enorme tensione con il Paese bloccato dall’astensione dal lavoro promossa dalla Cgil e con scontri di piazza che provocheranno quindici morti e migliaia di feriti. Sono in molti a pensare che l’attentato a Togliatti non sia stato il folle gesto di un esaltato, e nasconda in realtà un complotto ordito dai servizi segreti e dalla mafia con il benestare degli Stati Uniti. La seconda avventura di Antonio Sanna, esponente del riservatissimo ufficio quadri del Pci, è incentrata nella disperata volontà di fermare l’attentato e per arginare e indirizzare le illusioni rivoluzionari e insurrezionali.
Da una parte della barricata www.robinedizioni.it
L’indimenticabile 1956. Nel febbraio di quell’anno, dalla tribuna del XX congresso del Pcus, Krusciov denuncia i crimini di Stalin. L’emozione e la sorpresa provocate da queste rivelazioni sconvolgono il movimento comunista internazionale e le coscienze di molti militanti. Mentre il Pci si interroga sulla natura di quei regimi, il campo occidentale e atlantico, guidato dagli Usa, rafforza il suo stato parallelo e occulto costituendo una rete clandestina anticomunista ispirata dalla Cia e dalla Nato: è Gladio. Il Pci stretto tra due fuochi, richiama al lavoro Antonio Sanna, per anni esponente dell’ Ufficio Quadri e ora messo da parte. Sanna viene incaricato dal partito di scoprire qualcosa sulla misteriosa Gladio e di accertare l’esistenza in Sardegna, a capo Marrargiu, di un campo di addestramento segreto. Nel romanzo s’intrecciano le crisi di coscienza e riecheggiano i laceranti dibattito dell’epoca. In una fitta serie di colpi di scena emerge il lato oscuro della Repubblica e le sue manovre illegali, l’azione dei servizi segreti americano e sovietico. E’ la guerra fredda con le sue regole e con l’Italia considerata il giardino di casa degli americani. Sanna alla fine sceglierà con sofferenza di stare da una parte della barricata.
1948 la rivoluzione impossibile. Ferrara e l’attentato a Togliatti
In questo libro la rievocazione storica dei tre giorni che “sconvolsero Ferrara” (il 14, il 15 e il 16 luglio 1948) è compiuta attraverso i documenti, in larga parte inediti, della prefettura e delle forze dell’ordine, dell’archivio del Pci ferrarese e degli articoli dei giornali dell’epoca. E’ la ricostruzione fedele di quanto accadde, un racconto palpitante e incalzantes su come la città e la provincia di Ferrara reagirono alla notizia dell’attentato al segretario comunista Togliatti. In quei giorni di sciopero generale, di barricate e di durissimi e violenti scontri di piazza ci furono numerosi feriti da colpi d’arma da fuoco sparati dalla polizia che operarono duecento arresti. Il libro è arricchito anche da numrose testimonianze dei protagonisti di quel 1948.
Un lungo viaggio nella cooperazione ferrarese
E’ un gioco a carte scoperte privo di reticenze questo libro intervista con Egidio Checcoli, ex presidente regionale della Legacoop dell’Emilia-Romagna, la regione europea con la più alta densità di imprese cooperative d’Europa. Un dialogo che prende in esame un arco di tempo (dal 1985 al 2004) che racchiude la lunga presidenza di Checcoli della Lega ferrarese e racconta con dettagli e informazioni personali e d’archivio la storia economica e sociale del territorio provinciale. Comprese le vittorie e la crescita del movimento cooperativo ma anche le sue brucianti sconfitte come il caso della Coopcostruttori ancora aperto.
Le pietre di NurSardegna arcaica, VIII secolo a.C. La civiltà nuragica vive il culmine del suo splendore e prestigio nel Mediterraneo. Un mare attraversato da traffici, commerci e flotte da guerra delle grandi potenze. Ma l’equilibrio è spezzato dalla colonizzazione fenicia sulle coste dell’isola. I ricchi mercanti cananei non solo commerciano abilmente, e pacificamente, ma accrescono la propria presenza costruendo scali e città e inevitabilmente scontrandosi con le fiere popolazioni nuragiche. Il guerriero Alvras ha ereditato dal vecchio Serdon il principato di Nur sulle coste nord occidentali della Sardegna. In un’isola che sta perdendo la sua struttura sociale comunitaria, deve fare i conti con le mire espansionistiche dei fenici prima e dei punici poi. Si oppone decisamente alla conquista dei suoi territori, riesce a far costituire una federazione di popoli guidati da re pastori, cerca alleanze con gli etruschi di Vulci, resta vittima di intrighi e di tradimenti. Trova l’amore nella sacerdotessa Tulema. Scopre la potenza crescente di Cartagine sull’altra sponda del mare. E si prepara allo scontro decisivo dove in gioco c’è la libertà del suo popolo. Una storia avvincente di pura avventura dove la civiltà, le guerre e la vita degli antichi nuragici si fondono in una ricostruzione storica accurata. I sardi ritornano ad avere il posto centrale che hanno avuto nella storia, accanto a tirreni, fenici, greci, assiri ed egiziani che incessantemente viaggiano, si confrontano e si scontrano per il predominio.
GolpeLa notte più buia della Repubblica". I giorni del tentato golpe del “principe nero” Junio Valerio Borghese nell’azione del “detective comunista” Antonio Sanna, uomo dei "servizi del PCI" protagonista del romanzo che si snoda nei giorni attorno all’8 dicembre 1970 tra Sassari, Roma e Ferrara Italia, 1970. Dopo il sinistro “tintinnare delle sciabole” di sei anni prima, il Paese è ancora una volta minacciato da un colpo di Stato. La notte dell’Immacolata, tra il 7 e l’8 dicembre, scatta la spedizione armata guidata da Junio Valerio Borghese. Nella notte si muovono autocolonne cariche di armati, c’è un’irruzione al ministero dell’Interno, si preparano l’occupazione della Rai e il rapimento del presidente della Repubblica... Un cappio alla gola della Repubblica e la difesa invisibile e tenace degli uomini degli "affari riservati" del PCI e di Antonio Sanna, "detective comunista". Vicende quasi dimenticate dalla storia affiorano in un romanzo d'azione, passione e ideali.

























